Presentación – La serenissima

Martita nos la pidió en preliminares, y aprovechando que en el Facebook oficial de la comparsa están algunas letras, os dejamos con ella, aunque esta comparsa en nuestra opinión es más para disfrutarla escuchando que para leer sus letras.

Oh, donna mia veneziana,
maschera bianca di mio cuore
di mia urbe e mia razza.
Oh mia góndola finale,
apre tu anima al cantare
di mia serena comparsa.
Serenísima.
Interminabile signora,
si cada giorno e un lamento
e ve che se sfugare il tempo,
e ve la crisi agravare
Il dia no tiene finale,
la vita é un aburremento.
Donna, donna, la felicitá,
chiama a la porta di tua casa,
é mia comparsa…
E un regalo di carnevale,
mascherato di nostra locura.
Una pompa di allegro cantare
una magia che il male ti cura.
Un rumore che cada febbraio,
disparata mio sentimento
un tesoro che arriva di Cadiz,
della mesma Tacetta di Argento.
Ponte la maschera bianca e sube a la góndola,
Viaggia per tutte canali di nostra citá milenaria
anti di che algún día si hunda in il mare
uguale che tutto si hunde in la morte,
e che la vita te importe
con salute, amore e libertà…
Donna, donna, la felicitá,
chiama a la porta di tua casa,
é mia comparsa…
Oh, donna mia veneziana,
maschera bianca di mio cuore
di mia urbe e mia razza.
Oh mia góndola finale,
apre tu anima al cantare
di mia serena comparsa.
Serenísima.

Juan Carlos Aragón
La serenissima, 2012

2 comentarios

  1. Excelente presentación, está muy hermosa

    • Anónimo en 3 mayo, 2013 a las 22:28
    • Responder

    Oh, donna mia veneziana,
    maschera bianca di mio cuore
    di mia urbe e mia razza.
    Oh mia góndola finale,
    apre tu anima al cantare
    di mia serena comparsa.
    Serenísima.
    Interminabile signora,
    si cada giorno e un lamento
    e ve che se sfugare il tempo,
    e ve la crisi agravare
    Il dia no tiene finale,
    la vita é un aburremento.
    Donna, donna, la felicitá,
    chiama a la porta di tua casa,
    é mia comparsa…
    E un regalo di carnevale,
    mascherato di nostra locura.
    Una pompa di allegro cantare
    una magia che il male ti cura.
    Un rumore che cada febbraio,
    disparata mio sentimento
    un tesoro che arriva di Cadiz,
    della mesma Tacetta di Argento.
    Ponte la maschera bianca e sube a la góndola,
    Viaggia per tutte canali di nostra citá milenaria
    anti di che algún día si hunda in il mare
    uguale che tutto si hunde in la morte,
    e che la vita te importe
    con salute, amore e libertà…
    Donna, donna, la felicitá,
    chiama a la porta di tua casa,
    é mia comparsa…
    Oh, donna mia veneziana,
    maschera bianca di mio cuore
    di mia urbe e mia razza.
    Oh mia góndola finale,
    apre tu anima al cantare
    di mia serena comparsa.
    Serenísima.

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